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Gloria Bassi

Le interviste di Blog art: Gloria Bassi, Top Contributor Google My Business

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Le interviste di Blog art sul Digital Marketing continuano. Il nostro intento è quello di rendere sempre più interessante questo mondo, per questo vogliamo ascoltare le esperienze e i pensieri di coloro, che il Digital Marketing lo fanno veramente. A rispondere alle nostre domande oggi c’è Gloria Bassi, AdWords Account Manager presso Blubit. Grazie alle sue risposte sarà possibile capire meglio il funzionamento di Google My Business.

Intervista a Gloria Bassi

Ciao Gloria, vuoi raccontarci qualcosa di te e della tua attività, per i lettori che non ti conoscono?

Dopo la laurea in Marketing, ho deciso di specializzarmi in quello digitale. Credo molto nelle potenzialità del web, anche come supporto nella vita di tutti i giorni… forse sarò anche un po’ deviata per via del mio lavoro. Già, il mio lavoro, che quasi nessuno (salvo chi del settore) riesce a capire. Lavoro per Blubit, un’agenzia di Digital Marketing e mi occupo di Google AdWords, dalla strategia alla pratica. Ovviamente mi occupo anche di Google My Business, che è molto utile se collegato ad AdWords, perché permette di utilizzare le estensioni di località, quindi righe aggiuntive agli annunci, che indicano l’indirizzo dell’inserzionista.

Cosa significa essere un Top Contributor di Google My Business?

In molti pensano che i Top Contributor siano dei “Googler”, ma in realtà non facciamo parte dello staff Google. Il ruolo di Top Contributor deriva dal supporto offerto nella Community degli Inserzionisti Google, un forum dove chiunque abbia difficoltà, o abbia bisogno di un parere, può trovare risposta. La Community è basata principalmente su domande, ma ci sono anche tutorial e articoli molto interessanti sui tre “prodotti”: AdWords, My Business e Analytics.

Google My Business, in particolare, è una piattaforma nuova, che sta prendendo sempre più piede. Al momento sono l’unico Top Contributor in Italia su GMB e cerco di dare una mano a utenti che si imbattono in qualche intoppo. Cambia talmente spesso, che in qualche intoppo, a volte ci cado anch’io! Non siamo onniscienti, ma semplicemente condividiamo la nostra esperienza nel momento in cui qualcuno si trova in difficoltà.

Come descriveresti Google My Business a chi non lo conosce?

Google My Business è un servizio pensato soprattutto per le attività commerciali e per i liberi professionisti e consente di essere trovati facilmente dai clienti. Dà visibilità non solo tra i risultati di ricerca, ma anche su Google Maps e G+. Facciamo un esempio su ricerca: cercando il nome dell’attività, compare quello che in gergo si chiama “Knowledge Panel” che fornisce molte informazioni interessanti per l’utente, come indirizzo, numero di telefono, orari di apertura e molto altro.

Secondo te in che misura GMB influenza o influenzerà l’andamento dei punti vendita?

Proprio per il suo carattere “local” è uno strumento fondamentale per i punti vendita. Uno dei fattori principali della sede Google My Business, è proprio l’indirizzo. Si cerca quindi di facilitare il contatto tra il cliente e il negozio. Oltre a fornire informazioni utili, può essere anche pensato come una sorta di vetrina (online). Possono essere caricate foto dei prodotti, foto del negozio (interni ed esterni) e anche foto dello staff, quindi il personale che poi accoglierà il cliente nel punto vendita.

Come gestire l’inserimento di tanti negozi di una catena in modo efficace?

Qui andiamo sul tecnico.  Se i punti vendita sono almeno 10, possiamo procedere con il “caricamento collettivo” delle sedi. Ciò significa che non dovremo andare a inserire tutte le sedi una a una, ma basterà utilizzare un foglio di calcolo messo a disposizione da Google (e già precompilato). In questo foglio, inseriremo tutte le informazioni, (almeno quelle principali) delle nostre sedi, quindi nome dell’attività commerciale, indirizzo, numero di telefono, orari di apertura indirizzo, categoria e sito web. Ogni riga rappresenta una sede.

Questo foglio dovrà poi essere caricato all’interno del pannello GMB et voilà! Nel giro di pochi secondi abbiamo la scheda di ogni attività. Ricordiamo però, che abbiamo sempre la verifica tramite cartolina; immaginiamo di dover richiedere 10, o 20 cartoline… una procedura molto lunga! In questo caso, possiamo procedere con la verifica collettiva, quindi in una sola volta, con procedimenti diversi da quelli standard, vengono verificate tutte le sedi della catena. È importante ricordare che tutte le sedi però devono avere lo stesso nome.

Ci puoi dare qualche indicazione su quali sono le Best Practice di Google My Business?

Ce ne sarebbero un’infinità, lascio due dritte su cosa fare prima e dopo la creazione di una sede Google My Business: prima di aprire la sede, consiglio di “googlare” il nome dell’attività commerciale, per vedere se già esiste. Ciò è possibile, perchè Google recupera informazioni presenti nel web e autogenera la scheda. A volte questo procedimento non è ben visto, ma è un modo con cui Google cerca di aiutare i proprietari delle attività commerciali.

Dopo: statistiche! Abbiamo detto che Google My Business permette ai clienti di trovarci con facilità; se lo dice Google ci crediamo… ma non limitiamoci a questo!

Abbiamo a disposizione delle fantastiche statistiche che forniscono dati su come gli utenti hanno trovato l’attività, se hanno cliccato sul link al sito web, se hanno richiesto informazioni stradali (se i dati sono sostanziosi ci viene fornita anche una sorta di mappa di calore con la posizione degli utenti) e ancora e se hanno telefonato, con dei grafici che indicano i massimi picchi per giorno, o per ora del giorno. Tante informazioni interessanti, contatti che derivano da uno strumento gratuito, che vale davvero la pena di utilizzare!

Ringraziamo Gloria Bassi per il tempo che ci ha dedicato e per la chiarezza con la quale ci ha illustrato il funzionamento di Google My Business.

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