chi sono gli haters

Chi sono gli haters? Facciamo luce su chi odia in rete

Navigando in rete e frequentando i Social Network, ti sarai sicuramente imbattuto nel termine “haters”. Ma chi sono gli haters? Quale categoria di utenti web viene definita con questo termine, e qual è il loro comportamento? Con il termine haters si indicano i professionisti dell’odio in rete, gli utenti per i quali aggressività, violenza verbale, intolleranza e disprezzo sono il pane quotidiano, almeno quando si trovano dietro ad uno schermo. Il fenomeno degli “odiatori da tastiera” è sempre più allarmante e diffuso, tanto che molti ritengono ormai indispensabile l’introduzione di normative urgenti che definiscano reati ad hoc. Odiare, insultare e minacciare sul web, ad oggi, sono ancora comportamenti che rimangono più o meno impuniti.

Il famoso magazine Time, che solo 10 anni fa aveva celebrato il web come personaggio dell’anno, si è dovuto occupare del caso, visto che quello di haters, troll, shitstorm e cyberbullismo è diventato ormai un mondo davvero popoloso. Il messaggio impresso sulla sua copertina è più che esplicito: “Perché stiamo sacrificando Internet alla cultura dell’odio”. Internet permette di creare un’identità diversa o anonima al fine di compiere azioni scorrette, quelle che nella vita reale verrebbero quasi tutte punite, a volte molto severamente. Gli haters sono dunque gli utenti che, spacciandosi per “opinionisti” – gli argomenti sono vari, dai diritti LGBT all’immigrazione, dalla violenza sulle donne all’antisemitismo, e così via – solo dietro ad uno schermo trovano il coraggio di affermare quello che in una conversazione faccia a faccia, spesso, non hanno l’audacia di esternare. È molto più semplice scrivere qualsiasi opinione, senza scrupoli o mezzi termini.

Chi sono gli haters e cosa li fa inferocire?

Cosa scatena la furia degli haters? In realtà può essere davvero qualsiasi episodio a far infuriare questi utenti particolarmente suscettibili: fatti di cronaca, notizie di rilievo nazionale, scontri religiosi, femminicidi… le discussioni si trasformano spesso in occasioni di bullismo. Come è possibile attenuare questo fenomeno? La soluzione pare essere davvero difficile. Come suggerito anche dalla docente di Diritto costituzionale all’Università di Milano e cofondatrice dell’Associazione Vox, Marilisa D’anuco, cambiare deve prima di tutto significare trasformazione e maturazione culturale collettiva.

Il primo passo dovrebbe essere quello di insegnare ai più piccoli, sia a casa che a scuola, come utilizzare in modo corretto il web. In secondo luogo, occorrerebbe prestare più attenzione ad abitudini, amicizie e valori morali proprio dei bambini, soprattutto perché, come dice il proverbio, “prevenire è meglio che curare”.

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